Da Hormuz alla Pignasecca: la paura della guerra arriva anche tra i banchi del mercato

Le tensioni internazionali tornano a far paura e, come spesso accade, i primi effetti si riflettono anche nella vita quotidiana. Dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran e i timori per la stabilità dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio mondiale di petrolio, cresce l’incertezza anche tra commercianti e consumatori. Le nuove azioni militari e il rischio di un allargamento del conflitto hanno riacceso i timori sui mercati energetici e sulle possibili ripercussioni lungo tutta la filiera agroalimentare.

Siamo alla Pignasecca, il mercato più antico e popolare di Napoli, dove ogni giorno arrivano migliaia di persone per fare la spesa. Qui la preoccupazione è concreta: gli operatori temono un nuovo aumento dei costi di trasporto, dell’energia e della conservazione dei prodotti, mentre i clienti guardano con attenzione ai prezzi, già messi a dura prova dall’inflazione degli ultimi anni.

Dalla frutta alla verdura, passando per pane, pesce e altri generi alimentari, la domanda è la stessa: quanto potrebbe incidere questa nuova crisi internazionale sul carrello della spesa? È ancora presto per parlare di rincari immediati, ma tra i banchi della Pignasecca il clima è di prudenza. Il timore è che, se le tensioni dovessero protrarsi, gli effetti possano arrivare rapidamente anche sulle tavole degli italiani.