La morte di Abderrahim Fakir, gli ultimi sviluppi dell’inchiesta

L’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir entra nel vivo. Mentre la Procura di Bologna prosegue gli accertamenti per chiarire le cause del decesso del 42enne, morto domenica durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro, continuano ad emergere nuovi elementi investigativi destinati a essere valutati insieme ai video già acquisiti e alle immagini registrate dalle bodycam degli agenti. Sul fronte della difesa degli agenti, l’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei poliziotti intervenuti, ha risposto alle nostre domande confermando la ricostruzione già sostenuta dall’avvocato Fabio Anselmo: secondo questa versione, Abderrahim Fakir sarebbe stato ancora in vita al termine della fase di contenimento e il decesso sarebbe avvenuto successivamente, nella fase seguente all’intervento. Un aspetto che dovrà essere chiarito dagli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, gli investigatori stanno analizzando una ricostruzione molto più ampia rispetto al filmato di pochi minuti diffuso sui social. Tra gli elementi acquisiti figura infatti una registrazione più lunga, oltre alle immagini delle bodycam indossate dagli agenti intervenuti, che documenterebbero l’intero intervento dall’arrivo della pattuglia fino ai soccorsi.

La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito politico e istituzionale, mentre resta aperta l’inchiesta della Procura, chiamata ad accertare le cause della morte e le eventuali responsabilità.

Il servizio

Abbiamo ricostruito, sulla base degli elementi finora disponibili, le fasi dell’intervento che ha preceduto la morte di Abderrahim Fakir.

Ma c’è anche un altro aspetto: provare a raccontare chi fosse quest’uomo prima che il suo nome finisse al centro delle cronache. Arrivato in Italia da bambino insieme alla famiglia, viveva nel Bolognese da oltre trent’anni. Gestiva un’attività di facchinaggio e logistica, aveva costruito una propria impresa e, secondo il racconto di chi lo conosceva, negli ultimi mesi viveva con forte apprensione sia la questione del rinnovo del permesso di soggiorno, nonostante fosse in regola con la documentazione, sia il disagio per la perdita della madre.

Il servizio raccoglie testimonianze per ricostruire non soltanto gli ultimi minuti della sua vita, ma anche il percorso personale e lavorativo di Abderrahim Fakir, mentre la magistratura è chiamata a fare piena luce su quanto accaduto.

Napoli si divide tra Argentina e Spagna: il Mondiale passa anche da Trump

Non serve essere a Buenos Aires o a Madrid per respirare l’atmosfera della finale del Mondiale. A Napoli, città da sempre legata alle culture spagnola e argentina, la sfida si vive tra bandiere, cori e tanta passione.

Le piazze si tingono soprattutto di albiceleste: gli argentini fanno sentire la loro voce, mentre gli spagnoli, più defilati ma altrettanto coinvolti, aspettano il momento giusto per esplodere di gioia.

Ma il calcio, questa volta, si intreccia anche con la politica. La presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla finale diventa inevitabilmente argomento di discussione tra i tifosi. C’è chi pensa che sia più vicino all’Argentina di Javier Milei, chi ritiene difficile un riavvicinamento con Pedro Sánchez e chi, invece, spera che almeno il calcio possa contribuire a rendere più disteso il dialogo tra i due Paesi.

Nel nostro servizio abbiamo raccolto voci, emozioni e opinioni di argentini e spagnoli che vivono o si trovano a Napoli, raccontando una finale che va ben oltre i novanta minuti.

Amendolara, la strage dei campi: gli ultimi sviluppi tra inchiesta e rimpatrio delle vittime

Ad Amendolara siamo tornati sul luogo della strage costata la vita a quattro braccianti agricoli, uccisi e poi arsi vivi all’interno di un minivan lo scorso 1° giugno. Nel collegamento abbiamo ricostruito le tappe principali dell’inchiesta della Procura di Castrovillari, che ipotizza un omicidio plurimo aggravato maturato nel contesto dello sfruttamento del lavoro nei campi. Le indagini, supportate dalle immagini della videosorveglianza e dalle testimonianze raccolte dagli investigatori, hanno riportato al centro il fenomeno del caporalato e le condizioni di vita dei lavoratori migranti.

Abbiamo poi raccontato gli ultimi sviluppi sul fronte del rimpatrio delle quattro vittime. Dopo il completamento delle procedure di identificazione attraverso gli esami del DNA, è stata avviata la fase amministrativa che consentirà il trasferimento delle salme nei Paesi d’origine, Afghanistan e Pakistan. La Regione Calabria si farà carico delle spese necessarie, mentre la Protezione Civile coordinerà la complessa macchina organizzativa per il trasporto internazionale. I familiari, giunti in Calabria per il riconoscimento dei corpi, attendono ora di poter accompagnare i propri cari nell’ultimo viaggio verso casa.

Da Hormuz alla Pignasecca: la paura della guerra arriva anche tra i banchi del mercato

Le tensioni internazionali tornano a far paura e, come spesso accade, i primi effetti si riflettono anche nella vita quotidiana. Dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran e i timori per la stabilità dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio mondiale di petrolio, cresce l’incertezza anche tra commercianti e consumatori. Le nuove azioni militari e il rischio di un allargamento del conflitto hanno riacceso i timori sui mercati energetici e sulle possibili ripercussioni lungo tutta la filiera agroalimentare.

Siamo alla Pignasecca, il mercato più antico e popolare di Napoli, dove ogni giorno arrivano migliaia di persone per fare la spesa. Qui la preoccupazione è concreta: gli operatori temono un nuovo aumento dei costi di trasporto, dell’energia e della conservazione dei prodotti, mentre i clienti guardano con attenzione ai prezzi, già messi a dura prova dall’inflazione degli ultimi anni.

Dalla frutta alla verdura, passando per pane, pesce e altri generi alimentari, la domanda è la stessa: quanto potrebbe incidere questa nuova crisi internazionale sul carrello della spesa? È ancora presto per parlare di rincari immediati, ma tra i banchi della Pignasecca il clima è di prudenza. Il timore è che, se le tensioni dovessero protrarsi, gli effetti possano arrivare rapidamente anche sulle tavole degli italiani.