Napoli si divide tra Argentina e Spagna: il Mondiale passa anche da Trump

Non serve essere a Buenos Aires o a Madrid per respirare l’atmosfera della finale del Mondiale. A Napoli, città da sempre legata alle culture spagnola e argentina, la sfida si vive tra bandiere, cori e tanta passione.

Le piazze si tingono soprattutto di albiceleste: gli argentini fanno sentire la loro voce, mentre gli spagnoli, più defilati ma altrettanto coinvolti, aspettano il momento giusto per esplodere di gioia.

Ma il calcio, questa volta, si intreccia anche con la politica. La presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla finale diventa inevitabilmente argomento di discussione tra i tifosi. C’è chi pensa che sia più vicino all’Argentina di Javier Milei, chi ritiene difficile un riavvicinamento con Pedro Sánchez e chi, invece, spera che almeno il calcio possa contribuire a rendere più disteso il dialogo tra i due Paesi.

Nel nostro servizio abbiamo raccolto voci, emozioni e opinioni di argentini e spagnoli che vivono o si trovano a Napoli, raccontando una finale che va ben oltre i novanta minuti.