Crisi dei bar, una pausa sempre più cara

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Crisi dei bar: un caffè, due chiacchiere, un appuntamento prima del lavoro, tutto a forte rischio per il caro energia. Il bar scandisce la giornata di tante persone e offre uno spazio dove incontrarsi senza organizzare grandi occasioni. Dal Bar Magenta di Milano, aperto dal 1907, parte il racconto di una pausa sempre più cara e di un’attività che deve trovare nuovi equilibri per continuare a esistere.

Al Magenta l’offerta accompagna momenti diversi della giornata, dalla colazione al pranzo fino all’aperitivo: una varietà che permette di rivolgersi a pubblici differenti, tra studenti universitari, lavoratori, residenti e visitatori di passaggio.

 

Crisi dei bar: i numeri della Lombardia

Secondo Confesercenti, su dati Infocamere, tra il 2019 e il 2025 le imprese del comparto in Lombardia sono diminuite di 4.957 unità, passando da 28.332 a 23.375: una riduzione del 17,5%. Il dato indica la variazione netta delle attività registrate, non il totale delle singole chiusure avvenute nel periodo.

Bollette, materie prime e consumi

A pesare sono caro energia, aumento dei costi delle materie prime, affitti e lavoro. Contemporaneamente, il potere d’acquisto delle famiglie limita la disponibilità di spesa. Lo smart working e le nuove abitudini modificano inoltre i passaggi nei quartieri e le occasioni di consumo.

Per chi gestisce un locale, la difficoltà è mantenere prezzi accessibili e coprire le spese. Aumentare i listini può allontanare clienti; assorbire i rincari significa ridurre i guadagni.

Un luogo che tiene insieme il quartiere

La questione riguarda anche la vita sociale. Il bancone è un punto di incontro tra generazioni, il tavolino uno spazio per ritrovarsi, confrontarsi o interrompere la solitudine. Per i giovani, una consumazione può accompagnare lo studio, il lavoro o un appuntamento con gli amici.

Il bar è inoltre un’attività produttiva: crea occupazione, acquista prodotti e contribuisce alla vitalità delle strade. Quando abbassa definitivamente la saracinesca, il quartiere perde un servizio e un luogo di relazione. La sfida è rendere sostenibile questa presenza, evitando che una pausa quotidiana diventi un privilegio per pochi.