Supermercati hackerati, frigoriferi in tilt a Silvi Marina

Frigoriferi a 40 gradi e alimenti da buttare: i supermercati hackerati sono una minaccia concreta per la nostra spesa. Siamo stati a Silvi Marina, nel Teramano, dove un attacco informatico ha compromesso il funzionamento di frigoriferi e congelatori, provocando l’aumento delle temperature e il deterioramento di alcuni alimenti.

Supermercati hackerati a Silvi Marina: cosa è successo

Nella notte tra il primo e il 2 novembre, secondo la ricostruzione pubblicata dalla Tgr Abruzzo, qualcuno ha modificato da remoto i parametri dell’impianto. Il sistema sarebbe stato impostato a 150 gradi, un valore irraggiungibile dalle apparecchiature: le temperature effettive hanno però toccato i 40 gradi. L’allarme automatico ha segnalato l’anomalia, facendo intervenire i tecnici nelle ore successive.

Le conseguenze hanno riguardato diversi reparti. Il titolare Massimina Erasmi ha riferito di surgelati deteriorati e danni economici. Una perdita che rende concreta la vulnerabilità di strumenti normalmente utilizzati per controllare le temperature, prevenire guasti e garantire la conservazione dei prodotti.

Il caso di Silvi si inserisce in un quadro europeo. La Commissione europea ha segnalato incidenti ai sistemi di refrigerazione commerciale a partire dall’11 ottobre e una nuova ondata tra il primo e il 2 novembre. Sono in corso accertamenti nei Paesi coinvolti per ricostruire le intrusioni e individuare i responsabili.

La gestione a distanza degli impianti consente interventi rapidi, ma richiede protezioni adeguate. I ricercatori di Forescout raccomandano di evitare l’accesso diretto dei sistemi da Internet, aggiornare le apparecchiature e proteggere le connessioni utilizzate dai manutentori. Una questione che riguarda insieme imprese, fornitori tecnologici e manutentori.

Per i consumatori il punto centrale resta la tenuta della catena del freddo: controllare le temperature e ritirare i prodotti compromessi serve a tutelare la sicurezza alimentare. A Silvi, il danno denunciato riguarda soprattutto i surgelati. La vicenda dimostra quanto la protezione delle reti sia legata al lavoro dei commercianti e alla spesa quotidiana delle famiglie.