A Milano incontriamo la comunità ucraina nel cuore della più grande manifestazione sportiva italiana dell’inverno. Al centro del servizio, la squalifica dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, estromesso dalla gara per aver rifiutato di togliere il suo “casco della memoria”, che porta i volti di oltre venti atleti e allenatori ucraini uccisi nella guerra con la Russia, una scelta che ha infiammato il dibattito sull’espressione politica alle Olimpiadi. L’intervista a Olena Smaha, campionessa di slittino, che ha protestato con il messaggio “Remembrance is not a violation” scritto sul guanto in segno di solidarietà con Heraskevych, e al pattinatore Kyrylo Marsak il cui padre combatte al fronte. La guerra è inscindibile dalle Olimpiadi. In serata, la comunità ucraina si è riunita in un flash mob, una manifestazione di presenza e testimonianza che testimonia il legame tra sport, identità e guerra, di fronte all’Arco della Pace.
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