Protesta degli autotrasportatori a Nola: presidio all’A30

Prosegue la protesta degli autotrasportatori a Nola, nei pressi dello svincolo dell’A30 Caserta-Salerno. Al centro della mobilitazione ci sono il caro gasolio e l’aumento dei costi di gestione, che secondo i manifestanti stanno riducendo i margini delle imprese e mettendo in difficoltà chi lavora ogni giorno sulla strada.

Protesta degli autotrasportatori a Nola: le ragioni del fermo

Siamo stati al presidio per raccogliere le testimonianze dei trasportatori e raccontare una quotidianità fatta di lunghi viaggi, spese e incertezza. La richiesta è poter continuare a lavorare con compensi adeguati ai costi sostenuti.

Il carburante pesa sui bilanci insieme a pedaggi, assicurazioni e manutenzione dei mezzi. Fermarsi significa rinunciare agli incassi, ma chi protesta chiede interventi che rendano sostenibile ripartire.

Tra le richieste figura anche l’adeguamento delle tariffe dei trasporti alle variazioni del prezzo del gasolio, affinché i rincari non ricadano esclusivamente sulle imprese che effettuano le consegne.

Una mobilitazione pacifica e la solidarietà del territorio

La mobilitazione si svolge pacificamente e ha raccolto anche la solidarietà delle attività locali. Bar e ristoranti della zona hanno mostrato vicinanza agli autotrasportatori presenti al presidio.

Un sostegno che accompagna le giornate di attesa e porta al centro le difficoltà economiche dei lavoratori. Dietro i camion fermi ci sono imprese, famiglie e persone che chiedono certezze sul proprio futuro.

Gli impegni del Governo e il prossimo confronto

Il 20 ottobre, dopo il confronto a Milano con Matteo Salvini, il Governo ha annunciato lo sblocco di circa 480 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio. La misura punta a coprire il 70% dell’extracosto ammissibile del carburante, attraverso la compensazione dei versamenti fiscali.

Le associazioni nazionali hanno valutato positivamente gli impegni, chiedendo che si traducano rapidamente in pagamenti certi e provvedimenti concreti. Una prima verifica è fissata per il 27 ottobre al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A Nola, intanto, il presidio resta un luogo di confronto sulle ragioni della protesta e sulle condizioni necessarie per tornare a lavorare.