Protesta di agricoltori e autotrasportatori: il sud bloccato dai presidi

La protesta di agricoltori e autotrasportatori continua al presidio di Cerignola Est, nel Foggiano, e si allarga anche alla Campania. Al centro della mobilitazione ci sono il caro carburanti e costi di lavoro considerati ormai insostenibili. Chi manifesta chiede interventi concreti per difendere imprese, occupazione e redditi, mentre cresce l’attesa per il confronto con il governo.

Agricoltura e trasporto sono anelli della stessa filiera: i prodotti dei campi raggiungono mercati e supermercati grazie ai camion, rendendo la tenuta dei due settori una questione che riguarda tutti.

Protesta di agricoltori e autotrasportatori: le ragioni

Il gasolio pesa sui bilanci di chi trasporta merci e di chi lavora nei campi. Gli autotrasportatori denunciano difficoltà nel sostenere le spese quotidiane e chiedono risposte che permettano alle aziende di continuare a lavorare. Accanto a loro, gli agricoltori portano le preoccupazioni di un comparto sotto pressione per l’aumento dei costi produttivi. Le testimonianze raccolte al presidio raccontano ragioni, aspettative e idee dei protagonisti della mobilitazione.

La mobilitazione si estende alla Campania

La mobilitazione supera i confini pugliesi e coinvolge anche la Campania. Tra Napoli e Caserta si registrano disagi alla circolazione lungo l’A1 e l’A30, con ripercussioni sul trasporto delle merci. Il rallentamento delle consegne alimenta inoltre preoccupazioni per gli approvvigionamenti. Una crisi che riguarda chi guida i camion, ma anche le imprese che attendono forniture e le famiglie che acquistano beni essenziali.

Domani l’incontro con Salvini a Milano

Domani, martedì 20 ottobre, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà a Milano i rappresentanti dell’autotrasporto. Al mattino sono attese le associazioni nazionali e le principali sigle sindacali; nel pomeriggio sarà il turno dei gruppi spontanei. Sul tavolo ci saranno il caro gasolio e le misure di sostegno al settore. Salvini ha indicato la possibilità di sbloccare risorse già finanziate e aggiungerne altre. Per chi protesta, il confronto rappresenta un passaggio decisivo: dalle risposte del governo dipenderanno le prossime scelte della mobilitazione.