Gli affitti alla Garbatella sono al centro di una vicenda che intreccia contratti non rinnovati e timori per il futuro. In via Badoero, a Roma, Luigi Venditto e gli altri residenti temono di perdere non soltanto un appartamento, ma anche la comunità che li sostiene ogni giorno. Una storia raccontata a Mi Manda Rai Tre.
Garbatella, via Badoero: la storia di Luigi e degli inquilini
Luigi ha 61 anni e abita qui da sempre. Secondo il suo racconto, nei due palazzi vivevano oltre 170 famiglie; oggi ne sarebbero rimaste 56. Gli inquilini riferiscono di contratti non rinnovati e affermano di aver sempre pagato regolarmente l’affitto.
Tra chi è rimasto ci sono anziani, persone con disabilità e famiglie radicate nel quartiere da sessant’anni. I residenti segnalano anche difficoltà nella manutenzione: ascensori fermi, infiltrazioni e citofoni guasti. Problemi che rendono più complicata la quotidianità, soprattutto per chi ha difficoltà a muoversi.
Riqualificazione e affitti: quali prospettive per i residenti?
Per gli immobili è prevista una riqualificazione. Il Fondo Cicerone ha annunciato che, dopo i lavori, gli appartamenti torneranno disponibili in affitto, anche per gli inquilini attuali. Restano però interrogativi decisivi per le famiglie coinvolte: quali saranno i nuovi canoni? Quali condizioni permetteranno alle famiglie di rientrare? I canoni attuali, secondo le testimonianze, arrivano anche a 1.450 euro mensili.
Gli affitti alla Garbatella diventano così una questione di accessibilità e continuità abitativa. Per Luigi e i suoi vicini, cambiare casa significa anche allontanarsi da persone che portano la spesa agli anziani, aiutano nelle piccole necessità e si prendono cura degli altri.
Le assemblee nel cortile sono un momento di confronto e condivisione delle preoccupazioni. La richiesta dei residenti è avere risposte concrete sul proprio futuro e sulle possibilità di restare. Dietro le finestre dei palazzi ci sono storie, abitudini e relazioni costruite nel tempo. Riqualificare il patrimonio immobiliare pone dunque una domanda: come migliorare gli edifici tutelando anche chi li abita?