Lavoro senza tregua: la storia di un medico della mutua in montagna

Un medico di famiglia con 1.600 pazienti: «Non posso andare in ferie, ho chiamato 30 colleghi ma nessuno mi sostituisce». Il dottor Enzo Bozza ha due ambulatori: «Lavorare in montagna è scomodo, chi viene da fuori non trova alloggio. Il Cadore è una zona turistica e gli affitti non esistono, se non brevi e a prezzi spropositati. Non essendo dipendenti ma liberi professionisti in regime di convenzione con le Usl, noi medici di famiglia dobbiamo trovarci e pagarci il sostituto in caso di ferie e pagarlo 100/110 euro al giorno. Un collega che subentra al titolare per dieci giorni prende 1500 euro, eppure nessuno lo vuole fare siamo sempre meno (2743 nel Veneto, ndr), al punto che non si riescono nemmeno a coprire tutte le zone vacanti (l’ultimo bando ha visto l’assegnazione di meno del 7% delle sedi vacanti)».

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