Emergenza 118: l’aiuto che manca a bordo delle ambulanze

Una chiamata al 118, una sirena che si accende, un’ambulanza che parte. In pochi minuti può iniziare una corsa decisiva per la vita di una persona. Ma a bordo non sempre c’è un medico.

È uno dei problemi che attraversano oggi il sistema dell’emergenza-urgenza: la difficoltà nel reperire personale, e in particolare medici, sta rendendo sempre più complicato garantire una copertura adeguata del territorio. E’ qui che inizia l’emergenza del 118.

Il 118 non è però un sistema fatto soltanto di ambulanze medicalizzate. Esistono diversi tipi di mezzi e, quando previsto dall’organizzazione locale, il medico può intervenire anche attraverso l’automedica. Il punto è la disponibilità complessiva di risorse e la capacità di assicurare una risposta avanzata quando serve.

A raccontare cosa accade ogni giorno sono gli stessi professionisti del 118: infermieri e soccorritori che lavorano sul campo e che descrivono turni difficili da coprire, organici ridotti e un sistema sempre più sotto pressione.

Il problema riguarda l’intero Paese. Nel 2025, nelle scuole di specializzazione, sono stati assegnati 537 contratti di Medicina d’Emergenza-Urgenza sui 976 disponibili: quasi la metà dei posti è rimasta scoperta.

Perché l’emergenza-urgenza fatica ad attirare nuovi medici? E quali conseguenze può avere questa carenza sulla risposta all’emergenza 118?

Lo abbiamo chiesto direttamente a chi ogni giorno lavora sulle ambulanze del 118 e a Mario Balzanelli, presidente nazionale della Società Italiana Sistema 118.

Chiusura Sanident, la rabbia dei pazienti

Circa centocinquanta pazienti del centro Sanident di via Benedetto Brin (Napoli) intorno al 20 marzo scorso si sono visti posticipare gli appuntamenti per presunti lavori di manutenzione. Riapertura annunciata oggi, ventidue aprile. Nei giorni scorsi, però, al numero indicato per le urgenze, nessuna risposta. In tanti si sono recati in via Brin per capirci qualcosa. Ma quello che hanno trovato è un operaio impegnato a cancellare l'insegna del centro. Il timore è aver perso anticipi talvolta di alcune decine di migliaia di euro, magari sottoscritti con finanziamenti, e di ritrovarsi con cure invasive lasciate a metà. Un viaggio tra i pazienti rimasti senza cure e soprattutto senza risposte.

Link al servizio: https://www.raiplay.it/video/2026/06/Chiusura-Sanident-la-rabbia-dei-pazienti—Mi-manda-Rai- Tre—31052026-fc80e736-405d-4b98-ae80-b22a7717f23a.html 

Due Stati due popoli

Un’intera strada blindata e chiusa al traffico per la presenza a Napoli di Ehud Olmert: l’ex premier israeliano ha partecipato domenica 14 settembre 2025 al convegno “Falafel e democrazia”. “Non sono d’accordo con le politiche di Netanyahu, la guerra deve finire subito. Lui è ostaggio dei gruppi messianici e fondamentalisti estremi che siedono nel suo governo: il signor Ben-Gvir, il signor Smotrich e tutti i loro sostenitori, che sognano che Israele prenda il controllo totale di Gaza, la ripopoli, e poi espella i palestinesi che vivono in Cisgiordania per integrarla nello Stato di Israele.” Al convegno ha partecipato, in videocollegamento, anche Nasser Al-Kidwa, l’ex ministro degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese.

Link al servizio: https://www.raiplay.it/video/2025/09/Due-stati-due-popoli—Agora-15092025-ca22321d-1237-4961-a74a-559c8c566970.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_Agora.

Lavoro senza tregua: la storia di un medico della mutua in montagna

Un medico di famiglia con 1.600 pazienti: «Non posso andare in ferie, ho chiamato 30 colleghi ma nessuno mi sostituisce». Il dottor Enzo Bozza ha due ambulatori: «Lavorare in montagna è scomodo, chi viene da fuori non trova alloggio. Il Cadore è una zona turistica e gli affitti non esistono, se non brevi e a prezzi spropositati. Non essendo dipendenti ma liberi professionisti in regime di convenzione con le Usl, noi medici di famiglia dobbiamo trovarci e pagarci il sostituto in caso di ferie e pagarlo 100/110 euro al giorno. Un collega che subentra al titolare per dieci giorni prende 1500 euro, eppure nessuno lo vuole fare siamo sempre meno (2743 nel Veneto, ndr), al punto che non si riescono nemmeno a coprire tutte le zone vacanti (l’ultimo bando ha visto l’assegnazione di meno del 7% delle sedi vacanti)».

Link al servizio: https://www.raiplay.it/video/2025/07/Cadore-senza-cure—Agora-Estate-22072025-02a42532-fc97-42f1-a719-7f331bb7e470.html