Le barche della Sumud Flotilla ripartite verso Gaza

Le barche della Global Sumud Flotilla che erano rimaste ferme per alcuni giorni a sud dell’isola di Creta, in Grecia, sono ripartite verso la Striscia di Gaza. Negli ultimi giorni il governo italiano e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avevano proposto alla delegazione italiana della Flotilla di trasferire il cibo e i beni essenziali raccolti per la popolazione palestinese a Cipro, e di farli arrivare a Gaza da lì. La Flotilla ha però rifiutato ribadendo che il suo scopo principale è provare a rompere il blocco navale imposto da Israele davanti alla Striscia. Una decina di componenti italiani della Global Sumud Flotilla hanno però deciso di scendere dalle imbarcazioni.

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15 anni dopo la tragedia della Freedom Flotilla

Nel maggio 2010 un convoglio internazionale di navi, noto come Freedom Flotilla, partì con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Nella notte tra il 30 e il 31 maggio, le forze speciali israeliane abbordarono la nave più grande della flottiglia, la Mavi Marmara, in acque internazionali. L’operazione degenerò rapidamente: ci furono scontri tra soldati e attivisti, con uso di armi da fuoco. Dieci attivisti furono uccisi. Partecipavano al convoglio anche attivisti Italiani, tra cui Manolo Luppichini che ora è tornato in mare e sta per raggiungere il resto della Flotilla con la sua imbarcazione.

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L’anima perduta di Israele

Tahar Ben Jelloun, scrittore franco-marocchino, racconta d’essere nato con il conflitto. Nel suo ultimo libro, uscito in questi giorni per l’editore Nave di Teseo, un pamphlet indignato e appassionato, ricorda le tappe della storia di questi ottant’anni, per esprimere la sua rabbia e la sua impotenza di fronte a quel che sta succedendo a Gaza. “Netanyahu ha massacrato intenzionalmente centinaia di migliaia di persone che non sono tutte di Hamas, persone senza armi, bambini, molti bambini. E la cosa terribile è che il mondo intero lo lascia fare.”

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Due Stati due popoli

Un’intera strada blindata e chiusa al traffico per la presenza a Napoli di Ehud Olmert: l’ex premier israeliano ha partecipato domenica 14 settembre 2025 al convegno “Falafel e democrazia”. “Non sono d’accordo con le politiche di Netanyahu, la guerra deve finire subito. Lui è ostaggio dei gruppi messianici e fondamentalisti estremi che siedono nel suo governo: il signor Ben-Gvir, il signor Smotrich e tutti i loro sostenitori, che sognano che Israele prenda il controllo totale di Gaza, la ripopoli, e poi espella i palestinesi che vivono in Cisgiordania per integrarla nello Stato di Israele.” Al convegno ha partecipato, in videocollegamento, anche Nasser Al-Kidwa, l’ex ministro degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese.

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